Seveso - Gabriella Capodiferro

Gabriella Capodiferro
Vai ai contenuti
HOME      INDIETRO

1983 - Giogio Seveso, Milano (link biografia)

Nell'attuale  mondo espressivo di Gabriella molto forti e senz'altro determinanti  sono alcuni nodi di fondo, concrezioni, intessuti di sentimento e di  assorta meditazione insieme. Si tratta principalmente delle tracce  robuste lasciate in lei da una dolorosa vicenda giudiziaria, legata  all'ottusità retriva di una certa nostra cultura, e di un palpitante,  permanente senso dell'amore che, come un tessuto profondo, come una  linea melodica continua, percorre tutto il suo lavoro, conferendogli una  delicata, sottile liricità.
Ma questi due nodi, questi due poli che connotano l'atmosfera poetica-generale  in cui sono nate le diverse immagini della mostra non si contraddicono  mai. Anzi, direi che circostanze dell'uno s'intrecciano e rimandano  all'altro, dialettizzandosi in una unità complessiva nella quale il  segno e il colore - come accade solo là dove esiste un autentico talento sorgivo - si fanno linguaggio compiuto e maturo, espressione diretta e  determinante della emozione. È evidente infatti come, al di là degli  stili e dei riferimenti "colti", così come al di là di un certo  eclettismo di mano, le immagini di Gabriella, la loro sostanza stessa,  si plasmano direttamente, senza mediazioni né preoccupazioni letterarie o  tanto meno edonistiche, sul calore vivo del sentimento, del ricordo,  della idea che le ha generate.
Ed è proprio ciò che, subito, mi è  piaciuto e mi ha interessato in queste opere: vale a dire la fresca loro  qualità, di penetrare e testimoniare uno stato d'animo o di cuore, di  evocare "risposte" forti dell'animo a fronte delle ambigue  contraddizioni del presente.
Per questo, del resto, esse appaiono  tutte così inquiete in un certo modo, come increspate da un allarme non  detto ma non per questo meno concreto, meno persuasivo. Il fatto è che i  temi personali e oggi ricorrenti di Gabriella trovano fra le sue mani  una sorta di applicazione dal respiro più universale, e si fanno  metafora sfumata delle cose e del clima che ci circondano, specchio  generale della solitudine, delle angosce, del bisogno di solidarietà, di  giustizia e d'amore in cui tutti versiamo.

ultimo aggiornamento: 7 giugno  2022
per contatti:   mgc.capodiferro@alice.it
Torna ai contenuti