Favero - Gabriella Capodiferro

Gabriella Capodiferro
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1972 - Gastone Favero, Roma


Cara  Capodiferro, ricordo la prima volta che mi trovai, per caso, davanti a  una serie di suoi quadri, allineati per una personale in un ambiente che  non aveva mai attirato, prima, il mio interesse. Mi colpì, in vetrina,  il ritratto di una fanciulla timida, composta, appena inquadrata da una  porzione di finestra evidentemente concepita per giustificare la  presenza di uno splendido tendaggio che dava all'insieme un riverbero,  una puntualizzazione, una accentuazione di colore tali da rendere il  quadro tutto vibrante di spiritualità tesa, riflessiva, quasi sospesa.  Ne ebbi una emozione profonda, che mi spinse ad entrare. E così conobbi  il suo mondo; figure e paesaggi strutturati al di fuori di ogni  tentazione letteraria, dove la pittura, la qualità del linguaggio  cromatico era veramente la realizzazione di un amore antico per l'uomo a  contatto con la natura.
Non c'era catalogo, in quella mostra,  nessuna notizia anagrafica presentava l'artista; eppure avevo la  sensazione precisa, io veneziano, di trovarmi di fronte ad una  espressione culturale familiare, caratterizzata da un uso sapiente del  colore e della luce che solo nell'anti accademismo della scuola di  Burano avevo visto fare con emozionante bravura. Grande fu perciò la mia  soddisfazione nell'apprendere, quasi Per caso, qualche tempo dopo, la  sua provenienza dall'Accademia veneziana, e proprio dalla scuola del  grande Bruno Saetti.
Ora, questa sua nuova prova parte da quelle  esperienze, e allarga il discorso sull'uomo incentrando il tema  dell'amore: la solida tradizione che sta alle sue spalle è la premessa  culturale e morale più ferma per assicurarle il successo che merita e  che le auguro di cuore.



ultimo aggiornamento: 7 giugno  2022
per contatti:   mgc.capodiferro@alice.it
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