Arcangeli - Gabriella Capodiferro

Gabriella Capodiferro
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1974 - Piero Arcangeli, Perugia ( ink biografia)

La  libertà totale di fronte alla realtà fenomenica, che era stata  all'inizio del secolo la conquista (o solo la rivendicazione)  dell'avanguardia europea, mantiene ancora — nell'esperienza della  Capodiferro — valore d'orizzonte.
In meno, rispetto p. es. ai fauves,  la lucidità profetica e il furore utopico di chi opera in fase di  radicale rifiuto nei confronti di una cultura accademica e in agonia. In  più, matura in lei la coscienza (forse non realizzata esteticamente,  quanto a livello etico sofferta) che la pur necessaria affermazione  dell'autonomia della ricerca artistica, quando non rimandi  incessantemente all'uomo com'è ora (e alla donna, al nucleo sociale «  naturale », ai sentimenti elementari, alla condizione materiale, alla  tragica festa della vita...), all'uomo com'è ancora, significa però  eludere il problema del dopo questa lunga agonia dell'egemone cultura  borghese-occidentale, e quindi significa implicitamente riaffermare la separatezza dell'attività intellettuale e della prassi creativa.
E  invece, indagare intorno e fin dentro l'individuo (la figura: il  retaggio di cinque secoli di antropocentrismo) è, per lei, denudare la  coppia: gli amanti; e studiare i loro incontri, scoprirne le tensioni, è  allora già rivelarsi alla propria concreta dimensione sociale, e —  attraverso il lavoro artistico — dare senso quotidiano alla liberazione  di tutti.
Nel vivo di tale non risolta contraddizione (fra la libertà  —fuga? — dal reale e la liberazione del reale nella storia), Gabriella  Capodiferro trova la forza di scrollarsi di dosso il peso dell'idealismo  (e della statica sua visione del mondo) e di disporsi all'accettazione  critica dei nuovi germi dell'uomo nuovo.



ultimo aggiornamento: 7 giugno  2022
per contatti:   mgc.capodiferro@alice.it
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